L'Indienne in Europa: Come i Cotoni Indiani Sedussero la Moda e Fecero Nascere i Mezzari
- Govinda Ram
- 14 nov
- Tempo di lettura: 3 min
L'Esordio Esotico e la Rivoluzione del Gusto
Tra il XVII e il XIX secolo, il cotone indiano, dipinto o stampato — noto in Europa come Indienne — innescò una profonda trasformazione nel gusto e nella moda. Questi tessuti, come i chintz (dal termine indiano chint, variegato o a macchie ) e i calicoes (da Calicut, città che divenne sinonimo di tessuto stampato ), erano inizialmente considerati troppo "ordinari" e utilizzati solamente per copriletti o per vestire le classi meno abbienti. Tuttavia, divennero presto l'abbigliamento delle dame di rango. Daniel Defoe, nel 1708, scrisse di questo fenomeno, sottolineando come i chintz fossero passati "dai pavimenti alle spalle delle persone, da pezze da piedi a sottane".

I primi esemplari giunsero in Europa a bordo delle navi che trasportavano principalmente spezie. La loro attrattiva principale risiedeva nella brillantezza e solidità dei colori, un risultato che all'epoca non era ottenibile con le tecniche di tintoria europee. Il commercio era basato sul baratto: i capi dei villaggi delle isole della Malesia non accettavano denaro, ma pezze di tessuto. Gli Europei, quindi, acquistavano stoffe tessute a mano lungo le coste indiane per scambiarle con le spezie. Le stazioni commerciali olandesi e inglesi specializzate nella produzione di cotoni stampati sorsero in centri importanti come Masulipatam, Madras e Pondicherry. I tentativi inglesi di inviare come merce di scambio in India tessuti di seta o di lana prodotti in Gran Bretagna fallirono, data la scarsa domanda per tessuti pesanti nel clima caldo e umido indiano.
Il Palampore: Un Capolavoro di Fusione Culturale
Il prodotto che divenne il simbolo di questa moda esotica fu il palampore, un telo di cotone di notevoli dimensioni (palangpush in Hindi/Persiano, ovvero "coperta da letto" ) destinato esclusivamente all'esportazione.
Il motivo decorativo predominante era l'Albero della Vita (o albero fiorito). Si trattava di un unico tronco nodoso e ondulato che sorgeva da una montagnola rocciosa, con rami ricoperti da una moltitudine di fiori come rose, garofani e crisantemi.
La composizione del palampore fu il risultato di una complessa fusione artistica:

Influenza Orientale: L'apporto dell'influenza persiana è innegabile , così come l'uso dell'albero come motivo decorativo fa parte della tradizione orientale.
Influenza Occidentale: Studi hanno rivelato il peso della tradizione europea. Modelli venivano inviati in India da Londra sin dal 1669 per essere copiati. La lussureggiante fioritura univa elementi indiani a specie occidentali. Lo stile richiamava la verzura degli arazzi fiamminghi verdure e millefleurs.
Questa fusione creò un prodotto così ibrido da risultare "esotico" sia agli occhi europei che a quelli indiani.
I Dettagli del Mondo Indiano e l'Adattamento del Gusto
Nonostante la preferenza europea per i modelli d'importazione, gli artigiani indiani dimostrarono una notevole capacità creativa. Le bordure di alcuni palampores raffiguravano con freschezza narrativa diversi tipi di palme (borasso, banano, cocco, betel e dattero) e la fauna locale, come manguste e cobra.
Tuttavia, il mercato imponeva i suoi canoni. Si registrò qualche voce dissenziente, come in una lettera d'ordine che affermava: "Lasciate che gli indiani lavorino secondo i loro gusti, dal momento che i risultati sono migliori di qualunque campione che noi possiamo inviare dall'Europa". Nonostante questo, nel Settecento, le bordure dei palampores si modificarono progressivamente, sostituendo i tralci ondulanti con un festone fiorito intervallato da nodi d'amore, di stretta ispirazione francese.

È interessante notare come l'arte indiana fosse spesso negata in Europa: Sir Thomas Roe, ambasciatore inglese in India nel 1615, lamentava che le "rarità indiane" provenivano in realtà dalla Cina, identificando l'arte orientale esclusivamente con quella cinese. Questa confusione diede origine al fenomeno della chinoiserie, la pratica occidentale di creare prodotti a imitazione di quelli orientali.
L'Eredità Esotica in Italia: La Nascita dei Mezzari Genovesi
È proprio in questa fase di contaminazione che si inserisce il capitolo italiano, con la creazione dei Mezzari di Genova. Questi grandi drappi rimasero appannaggio dell'aristocrazia più abbiente.
L'ispirazione fu innegabilmente il palampore indiano, con gli artigiani genovesi del Settecento che scelsero il motivo dell'Albero della Vita come fonte principale di ispirazione. Un mezzaro recentemente ritrovato, uscito dalla bottega genovese di Speich, presenta un bordo a ghirlanda floreale del tutto analogo a quello dei palampores tardivi.
L'unica testimonianza di palampores ancora in situ in Italia si trova alla Villa di Poggio Imperiale a Firenze. Acquistati a Bruxelles tra il 1769 e il 1771 per ordine di Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena, furono adattati per le pareti della villa, privati delle cornici originali.
L'ascesa dei palampores e la conseguente creazione dei mezzari genovesi dimostra una storia affascinante di commercio, arte e adattamento culturale nell'età moderna.




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