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L'Esordio Esotico e la Rivoluzione del Gusto

Updated: May 16

Tra il XVII e il XIX secolo, il cotone indiano dipinto o stampato — conosciuto in Europa come Indienne — ha innescato una profonda trasformazione nel gusto e nella moda. Questi tessuti, come il chintz (dal termine indiano chint, che significa variegato o maculato) e le calicoes (da Calicut, una città diventata sinonimo di tessuto stampato), inizialmente erano considerati troppo "ordinari" e venivano utilizzati solo per copriletti o per vestire le classi meno abbienti. Tuttavia, presto divennero l'abbigliamento delle dame di rango. Daniel Defoe, nel 1708, scrisse di questo fenomeno, sottolineando come il chintz fosse passato "dai pavimenti alle spalle delle persone, dai tappeti ai sottogonne".



I primi campioni arrivarono in Europa a bordo di navi che trasportavano principalmente spezie, portati come semplici curiosità. La loro principale attrattiva risiedeva nella brillantezza e solidità dei colori, una qualità che non poteva essere raggiunta con le tecniche di tintura europee dell'epoca. Il commercio si basava sul baratto: i capi dei villaggi delle isole malesi non accettavano denaro, ma pezzi di tessuto. Gli europei, quindi, acquistavano tessuti tessuti a mano lungo le coste indiane per scambiarli con spezie. I posti di scambio olandesi e inglesi specializzati nella produzione di cotone stampato sorsero in importanti centri come Masulipatam, Madras e Pondicherry. I tentativi inglesi di inviare tessuti di seta o lana prodotti in Gran Bretagna in India come merci commerciali fallirono, data la scarsa domanda di tessuti pesanti nel clima caldo e umido indiano.


Il Palampore: Un Capolavoro di Fusione Culturale


Il prodotto che divenne simbolo di questa moda esotica fu il palampore, un grande tessuto di cotone (palangpush in hindi/persiano, che significa "copriletto") destinato esclusivamente all'esportazione.


Il motivo decorativo predominante era l'Albero della Vita (o albero fiorito). Questo era un tronco nodoso e ondulato che si innalzava da un masso roccioso, con rami coperti da una moltitudine di fiori come rose, garofani e crisantemi.



La composizione del palampore era il risultato di una complessa fusione artistica:


  • Influenza Orientale: Il contributo dell'influenza persiana è innegabile, così come l'uso dell'albero come motivo decorativo fa parte della tradizione orientale.


  • Influenza Occidentale: Studi hanno rivelato il peso della tradizione europea. I motivi venivano inviati in India da Londra già nel 1669 per essere copiati. La lussureggiante fioritura sui rami dell'Albero della Vita combinava elementi indiani con specie occidentali. Lo stile richiamava il verde delle arazzi fiamminghi, verdure e millefleurs.


Questa fusione creò un prodotto così ibrido che venne considerato "esotico" agli occhi sia degli europei che degli indiani.


I Dettagli del Mondo Indiano e l'Adattamento del Gusto


Nonostante la preferenza europea per i motivi importati, gli artigiani indiani dimostrarono una notevole capacità creativa. I bordi di alcuni palampores rappresentavano diversi tipi di palme (borassus, banana, cocco, betel e palma da datteri) e fauna locale, come manguste e cobra, con freschezza narrativa.


Tuttavia, il mercato impose i suoi standard. Ci furono alcune voci dissenzienti, come in una lettera d'ordine che affermava: "Lasciate che gli indiani lavorino secondo i propri gusti, poiché i risultati sono migliori di qualsiasi campione possiamo inviare dall'Europa". Nonostante ciò, durante il XVIII secolo, i bordi dei palampores cambiarono progressivamente, sostituendo i tendini ondulati con una ghirlanda floreale intervallata da nodi d'amore, di rigida ispirazione francese.



È interessante notare che l'arte indiana veniva spesso negata in Europa: Sir Thomas Roe, ambasciatore inglese in India nel 1615, si lamentava del fatto che le "rarità indiane" provenissero in realtà dalla Cina, identificando l'arte orientale esclusivamente con l'arte cinese. Questa confusione diede origine al fenomeno della chinoiserie, la pratica occidentale di creare prodotti in imitazione degli stili orientali.


L'Eredità Esotica in Italia: La Nascita dei Mezzari Genovesi


È proprio in questa fase di contaminazione che si inserisce il capitolo italiano, con la creazione dei Mezzari di Genova. Queste grandi drapperie rimasero prerogativa dell'aristocrazia più facoltosa.


L'ispirazione era indubbiamente il palampore indiano, con gli artigiani genovesi del XVIII secolo che sceglievano il motivo dell'Albero della Vita come principale fonte di ispirazione. Un mezzaro recentemente trovato, uscito dalla bottega genovese di Speich, presenta un bordo a ghirlanda floreale del tutto analogo a quello dei successivi palampores.



L'unico testimone dei palampores ancora in situ in Italia si trova sulle pareti di alcune stanze della Villa di Poggio Imperiale a Firenze. Questi campioni, acquistati a Bruxelles tra il 1769 e il 1771 su ordine di Pietro Leopoldo d'Austria-Lorena, furono adattati per le pareti della villa e privati dei loro bordi originali.


L'ascesa dei palampores e la conseguente creazione dei mezzari genovesi dimostrano una storia affascinante di commercio, arte e adattamento culturale nell'età moderna.


La Bellezza dei Tessuti Artigianali Indiani


La bellezza dei tessuti artigianali indiani è un tesoro da riscoprire. Questi tessuti raccontano storie di tradizione e innovazione. Ogni pezzo è unico, realizzato con tecniche tradizionali che si intrecciano con un tocco contemporaneo. La loro eleganza e il loro fascino li rendono perfetti per chi cerca complementi d'arredo e abbigliamento distintivi.


In questo viaggio attraverso la storia, ho scoperto quanto siano importanti i tessuti artigianali indiani. Essi non sono solo materiali, ma portatori di cultura e identità. La loro riscoperta è fondamentale per apprezzare la bellezza e la storia che rappresentano.

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